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IL BOSCO DI FUSIGNANO

IL BOSCO DI FUSIGNANO

A ovest dell'abitato, si estende il Bosco di Fusignano, frutto di un rimboschimento effettuato con lo scopo di ricreare un lembo della selva di querce e carpini che un tempo ricopriva la pianura Padana. Quest'antica selva si era preservata a Fusignano nel grande bosco della Famiglia Calcagnini, distrutto nel corso della Seconda Guerra Mondiale.


Il “bosco” di Fusignano, quello storico, era un parco nobiliare che sorgeva alle spalle del Palazzo dei Marchesi Calcagnini, in un'area di circa 20 ettari compresa tra via Santa Barbara e il fiume Senio, comprendente anche alcuni alberi risalenti ad un bosco originario del luogo. Il parco, probabilmente risalente al XVI secolo, è rimasto nella memoria popolare come e bosc.

Il bosco di Fusignano sorse accanto alle proprietà Calgagnini, il cui plazzo nobiliare era denominato palazzo Rosso.
Presso questo palazzo Francesco V marchese Calcagnini fece costruire un giardino all'uso francese.
Nel primordio del 1819 il marchese Francesco VI lo distrusse e fece sorgere, sul disegno dell'Ingegnere ed Architetto Filippo Antolini, una villa con giardino all'inglese, al quale era abbinata una zona più selvatica utilizzata per scopi venatori. Dal materiale disponibile e dalle testimonianze orali, si può dedurre che il parco ospitasse enormi esemplari arborei come platani e olmi talmente grossi che si faceva fatica ad abbracciarli in tre o anche in quattro persone e di zone in cui gli alberi formavano adirittura delle sorte di cupole impenetrabili persino alla luce diurna.

Il periodo di maggior splendore del bosco si ebbe nella metà del XIX secolo, quando pare occupasse addirittura una superficie di circa 30 ettari, cioè ben più delle dimensioni dell'abitato, mentre invece dal decennio antecedente alla seconda guerra mondiale l'erede dei Marchesi Calcagnini cominciò a vendere a blocchi centinaia e centinaia di piante.
L'inverno del 1944, con l'esercito tedesco appostato sulle rive del Senio e gli alleati in rapido avvicinamento, segnò un periodo molto difficile per Fusignano e il suo bosco: rifugio per le truppe dell'asse e quindi obiettivo militare, nonché fonte di materie prime e legna da ardere per la popolazione nell'inverno 1944-45, il bosco ne uscì devastato.
Le necessità del dopoguerra, la richiesta di terreni da coltivare ed edificare e non ultimo la possibilità di ricavi derivanti dal legname in una situazione di grave crisi economica, decretarono l'abbattimento di ciò che rimaneva del bosco, che è tuttavia rimasto ben presente nella memoria dei cittadini fusignanesi.

È così che a metà degli anni '90 è nata l'idea di far rivivere il bosco di Fusignano, naturalmente non più nella sua posizione originaria ormai occupata da case e strade, ma in un'area di circa un ettaro a ridosso del Canale dei Mulini, che da qui conduce l'Ex Cava Gattelli e al Parco del Loto.
Il progetto, elaborato da Legambiente e WWF, ha consentito la creazione di un'area di riequilibrio ecologico con la piantumazione di alberi e arbusti, un vero polmone verde tra la zona industriale e l'abitato, che si caratterizza come un querceto misto con prevalenza di farnia e caratterizzato anche da zone cespugliose e arbustive, da radure e spazi aperti che, pur essendo opera dell'uomo, ha in effetti tutte le caratteristiche di un antico bosco planiziale, un tempo molto diffusi nella pianura padana.


Indirizzo: Via Romagna - Fusignano - 48034 (RA)
Tel: 0545 955653, info
Fax: 0545 50164
E-mail: urp@comune.fusignano.ra.it

Come arrivare
Provenendo dal ponte del fiume Senio, all'ingresso della città, svoltare a sinistra in via Garibaldi. Proseguire fino all'incrocio con la SP14 (Via Santa Barbara), svoltando a sinistra, in direzione Lugo. Prendere una delle strade a destra (Via Aosta o via Piemonte) che condurranno su Viale Romagna. Il parco può essere visitato utilizzando il sentiero che lo attraversa.




Ultimo aggiornamento: 27/06/2016 (Redazione di Fusignano)

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